Wednesday, April 4, 2012

Un po' d'Italia a Melbourne

Il mese scorso ho avuto l’opportunita’ di andare a Melbourne per un week-end usando gli “air miles” di mio marito. Tenendo conto delle tre ore di volo, del fuso orario e del tempo necessario per fare il check-in all’aereoporto, ho avuto solo un giorno per visitare la citta’. Non era molto, ma non male come inizio. Mi sono fatta consigliare da un’amica che conosce bene la citta’ sulle cose che non potevo perdere.

Se avessi avuto piu’ tempo mi avrebbe consigliato di andare all’Ikea, che in Nuova Zelanda non esiste, ma dato che il mio biglietto ultra-economico mi consentiva di viaggiare soltanto con un bagaglio a mano, anche se avessi potuto andarci sarei uscita con, al massimo, un pacco di tovaglioli di carta ORRUBLIG. Invece la mia amica mi ha fornito una lista di ristoranti e, andando alla ricerca di uno di questi, sono capitata nel cuore del quartiere italiano di Melbourne.


Ho cominciato la mia visita della citta’ sulla metropolitana, passando in mezzo a case di mattoni in stile inglese che mi ricordavano Londra.

Poi abbiamo passeggiato (con mio marito e gli amici che ci hanno ospitato) per il Queen Victoria Market, un enorme mercato coperto con centinaia di bancarelle dove ho cominciato a vedere tracce della comunita’ italiana di Melbourne.

Tra i venditori di vestiti, souvenirs e fotografie incorniciate di giocatori di Aussie Rules football, c’era una bancarella con una grossa bandiera italiana che vendeva borse di cuoio, un’altra che vendeva magliette di calcio e moltissimi negozietti che vendevano prosciutto, salame, pasta, olive.

Dopo aver intravisto un enorme locale pieno di macellai e di pescivendoli accanto ad un altro con banchi colmi di frutta e verdura, ci siamo incamminati verso uno dei posti che mi aveva consigliato la mia amica.

Per arrivarci abbiamo attraversato Carlton, il quartiere italiano, che ha una strada, Lygon Street, con una successione di ristoranti italiani, ciascuno con un cameriere sulla porta che ti invita ad assaggiare “the best pizza in town”.

Non ci siamo lasciati distrarre, anche se le pizze sembravano veramente buone, e siamo arrivati alla nostra meta, “Brunetti.” E’ un caffe’-pasticceria-ristorante chic e molto frequentato, con enormi teche piene di ogni leccornia.

Di fronte c’e’ il museo italiano, che ho visitato velocemente dato che eravamo li’. C’e’ un esposizione permanente che racconta la storia dell’immigrazione italiana a Melbourne, e uno spazio per esposizioni temporanee. E’ un museo moderno con un misto di oggetti, lettere e interviste da ascoltare.

Nel 2006, il 4% degli australiani dichiaro’ di essere di origine italiana. Nel 2010, erano piu’ di 200,000 gli italiani nati in Australia, il 40% dei quali vive nello stato del Victoria (Melbourne ne e’ la capitale).

Trecentomila australiani dicono di parlare l’italiano a casa, e nel museo ho sfogliato una copia del quotidiano italiano di Melbourne, Il globo, con notizie dall’Italia e dai vari stati Australiani.



Ritornando verso il centro della citta’, sono entrata in un negozio di dischi italiani e in uno di magliette e accessori per tifosi della Ferrari.

Abbiamo passato il resto della giornata al National Gallery of Victoria e nei Fitzroy Gardens, ritornando a Carlton per mangiare un gelato dopo una buonissima cena (libanese).

2 comments:

  1. Completamente diversa da Auckland allora :-). Certo che andare a Melbourne con solo un bagaglio a mano, che peccato! La prossima volta ti dovrai rifare!!

    Ciao e buona Pasqua!

    Alessandra

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  2. Brunetti io me lo sogno di notte...!

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